UE-Vietnam. EVFTA sempre più vicino, Console Scagliotti e Presidente Albano (CCIV) a confronto

0 Comments

Si avvicina sempre più la conclusione dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Vietnam (EVFTA). Il percorso per la definitiva entrata in vigore è ancora in salita ma entro la metà di quest’anno potrebbe entrare in vigore, moltiplicando le opportunità per le imprese europee ed italiane. Restano ancora sul tavolo alcuni dubbi da parte europea, specie in merito alla filiera risicola, ma c’è molto altro da valutare. Ne abbiamo parlato con Sandra Scagliotti, Console della Repubblica Socialista del Vietnam in Torino, e Fulvio Albano, presidente della Camera di Commercio Italia-Vietnam.

Buongiorno Console Scagliotti, benvenuta su Scenari Internazionali. Come noto, nell’ottobre 2018, la Commissione UE ha firmato l’accordo di libero scambio con il Vietnam (EVFTA), definito quale accordo commerciale di nuova generazione. Cosa e come cambierà con questo accordo? Qualli sono i vantaggi per le imprese italiane?

Grazie a voi, è per me un piacere. L’EVFTA, l’accordo di libero scambio, cosiddetto di “nuova generazione”, tra il Vietnam e i 28 Paesi membri dell’Unione europea [di cui uno in uscita, ndr], potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nelle relazioni commerciali tra le due parti. Se i negoziati si sono conclusi e la revisione legale è stata completata – con l’accordo di libero scambio unito a quello sulla protezione degli investimenti – si attende ora la ratifica del Parlamento Europeo, che dovrebbe consentirne l’entrata in vigore verso la metà del 2019 e dare avvio ad una fase rinnovata e proficua di sviluppo reciproco.
I vantaggi che potrebbero derivare da questa ratifica sono enormi per il Vietnam e per gli investitori dell’UE, dunque anche italiani. L’EVFTA può considerarsi un accordo win-win a tutto campo e produrre effetti altamente positivi sul business e sui piani di investimento a lungo termine. In numerosi Paesi europei, durante questi primi mesi del 2019, si terranno seminari e dibattiti per illustrare le grandi potenzialità di questo accordo e per esortare il Parlamento Europeo affinché si possa procedere ad una rapida ratifica.
In Francia, ad esempio, con il patrocinio dell’Associazione di Amicizia Francia-Vietnam e dell’Unione dei Vietnamiti, si è svolto recentemente un incontro che ha riunito politici, storici ed esperti in materia giuridico-economica. Egualmente in Italia, a Torino, il Polo scientifico culturale Italia Vietnam ha dato avvio, sin dal novembre scorso, ad una serie di seminari finalizzati ad affermare la grande utilità di questo accordo che faciliterà gli scambi fra Vietnam e Paesi europei, grazie alla semplificazione delle formalità doganali per determinati prodotti, all’accredito della protezione dell’indicazione geografica e all’applicazione di norme per la protezione dell’ambiente.
L’Europa non può sottovalutare il fatto che il Vietnam, in termini di crescita economica, rappresenta la sesta economia più importante del Sud-est asiatico e, grazie alla stabilità politica e alle aperte politiche di attrazione degli investimenti, il Paese è rapidamente salito nella classifica Ease of Doing Business della Banca Mondiale.
Se pensiamo che, relativamente al tasso di urbanizzazione, il numero dei vietnamiti residenti nelle città sta rapidamente aumentando e che nel 2015 già rappresentava il 34% della popolazione totale, contro la stima del 19% nel 1990, risulta evidente che ci si trova di fronte ad una crescita vertiginosa di cui l’Europa non potrà che beneficiare. Il Made in Italy, com’è noto, è altamente apprezzato in Vietnam ed oggi la domanda nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture – in cui l’Italia eccelle – è in forte crescita ed è così per molti altri settori di interesse delle aziende italiane.
Si tratta di opportunità che l’Italia – già in cronico ritardo rispetto ad altri Paesi europei – deve assolutamente cogliere e farlo in tempi rapidi, perché aspettare consentirebbe ad altri di sopravanzarci. Gli operatori europei che ben conoscono gli impatti positivi sul loro business che questo accordo può originare, dando vita a scambi e collaborazioni stabili ed a lungo termine, sono pronti a trarne beneficio. Le aziende italiane debbono svegliarsi dal loro tipico torpore e muoversi.

Per entrare in vigore, l’accordo deve attraversare un iter che prevede la ratifica da parte del Parlamento di ciascun Paese membro dell’UE. Secondo Lei, quale sarà l’orientamento dell’Italia?

L’Italia, sulla carta, si mostra attenta alle grandi e interessanti opportunità di affari che il Vietnam offre. Gli obiettivi di crescita del Vietnam in più settori – infrastrutture, energia, meccanica agricola, biomedicale e turismo – e l’espansione di una classe media particolarmente sensibile al richiamo esercitato dai prodotti del Made in Italy come la gastronomia, l’arredamento, il design e la moda, sono incentivi di forte attrazione per gli operatori italiani, oggi penalizzati da una dura crisi.
L’EVFTA stabilisce premesse che è impossibile mettere in discussione. È pur vero, del resto, che c’è stata qualche contestazione in merito al fatto che l’UE aumenterà i contingenti di importazione in esenzione da dazi per una serie di prodotti agricoli, compresi diversi tipi di riso e zucchero. Se, ad esempio, alcuni produttori di riso italiani, temendo la concorrenza del riso di importazione, sembrano avversare l’accordo, sostenendo che impoverirebbe il mercato risicolo italiano, occorre ricordare che l’EVFTA si fonda su basi di ragionevolezza e reciprocità e, di certo, non danneggerà la situazione del mercato in Italia o in altri Paesi europei a produzione risicola, come ad esempio la Spagna.
È comprensibile che l’accordo nel settore del riso venga avvertito come un pericolo, ma deve essere chiaro che si tratta invece di un’opportunità: in tutti i negoziati, la strada è a due sensi. Vi sono convenienze per entrambe le parti nell’export di prodotti e i produttori italiani dovrebbero pensare ai 90 milioni di consumatori vietnamiti.
Voglio ricordare che nel 2016, a Torino, il Polo Italia Vietnam e la Camera di Commercio, in collaborazione con Università e Politecnico, hanno organizzato un convegno internazionale dedicato alla sostenibilità ambientale, dal titolo Italia-Vietnam, antiche civiltà del riso, che ha visto la partecipazione di esperti e risicoltori sia italiani che vietnamiti. Da questo incontro è nata una ‘Missione in Vietnam’ con il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Vercelli, grande area risicola italiana, e supportato da équipes di ricerca agro-ecologica italiane (ISPRA, ARPA Piemonte, Università di Torino), vietnamite (Università di Hanoi e di Tien Giang, Southern Regional Plant Protecion Center) e tedesche (Università di Marburg e Helmoltz Centre for Environmental Research in Germania). Nel corso della Missione, in un momento davvero emozionante e proficuo, alcuni produttori di riso italiani hanno incontrato i colleghi vietnamiti: è stato uno scambio di esperienze davvero formidabile.
Presso l’Università di Tien Giang/My Tho, nella regione del Delta del Mekong, si è poi tenuto un congresso da cui è emersa una reale volontà collaborativa fra i due sistemi di risicoltura, una collaborazione che potrebbe avere ricadute positive su entrambi i Paesi. Credo davvero che sia necessario amplificare questo tipo di attività di reciproca conoscenza, per meglio far comprendere a tutti quei produttori riscoli italiani spaventati dalla concorrenza del Vietnam il quadro reale della situazione, un contesto che è fonte di opportunità, e non di minaccia, per le rispettive produzioni.
Ritengo che questo scambio di ricerca applicata ed ecologica, con l’apporto di esperti internazionali del ‘paesaggio del riso’ e la collaborazione degli operatori economici del riso italiani e vietnamiti, sia imprescindibile, specie in un periodo di tensioni commerciali. È oggi importante confrontarsi in progetti di ricerca e collaborazione tecnica internazionale sul riso e, soprattutto, divulgare le peculiarità dei rispettivi paesaggi risicoli, per cooperare e trarne reciproci vantaggi.

Presidente Albano, benvenuto su Scenari Internazionali. Dal suo punto di vista di massimo rappresentante della Camera di Commercio Italia-Vietnam, come valuta l’accordo EVFTA? Quali saranno le opportunità per le imprese italiane quando l’accordo entrerà in vigore? E che cosa dovrebbero fare le imprese italiane per sfruttare queste opportunità?

Come sappiamo, l’Italia è stata fra i primi Paesi europei a stabilire relazioni diplomatiche con il Vietnam ed è stata sempre uno dei suoi principali partner, attraverso un rapporto basato su amicizia e aperto dialogo. Negli ultimi anni, i rapporti bilaterali hanno conosciuto un’intensificazione costante e, in questo brillante contesto, l’EVFTA genera condizioni particolarmente interessanti per le aziende europee, e dunque anche italiane: la liberalizzazione tariffaria al 99% in taluni settori (alcoolici, automotive, macchinari, pellame e arredamento) e la predisposizione di misure tese ad offrire alle aziende europee un level playing field per le esportazioni e gli investimenti.
Per rispondere alla sua domanda in merito a cosa dovrebbero fare le aziende italiane, direi che devono agire subito. Devono muoversi con tempestività: è vero che i dazi diminuiranno progressivamente, ma sarebbe inutile e dannoso aspettare, lasciando campo libero ad altri competitor europei. Occorre che le aziende italiane si presentino prima possibile in Vietnam, si facciano conoscere e si promuovano su questo nuovo mercato. Il vantaggio competitivo del Made in Italy è un dato di fatto ma non dobbiamo cullarci su vane illusioni: chi prima arriva, ne sarà maggiormente beneficiato.
L’Italia ha sempre dimostrato un’innata incapacità di fare sistema, tuttavia questo sarebbe il primo passo da compiere per colmare un divario con altri Paesi europei più dinamici che penalizza fortemente l’Italia. Fra le principali voci delle esportazioni italiane vi sono macchinari, apparecchiature, pelletterie, prodotti chimico-farmaceutici, tessili e prodotti alimentari: tutti settori che potrebbero trarre enormi vantaggi dall’accordo.
Le maggiori aziende italiane presenti nel Paese asiatico, inoltre, si dicono soddisfatte: hanno via via incrementato il proprio investimento iniziale, confermando la scelta del Vietnam quale piattaforma produttiva e hub regionale per i mercati dell’area. Se il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha detto che gli accordi commerciali e di investimento con il Vietnam costituiscono un modello per la politica commerciale dell’Europa, è evidente che i vantaggi saranno inediti per le imprese e per i consumatori.
L’EVFTA inoltre non potrà che rafforzare ulteriormente i rapporti bilaterali, poiché, ovviamente, consentendo un ambiente più favorevole a tutte le imprese, offrirà maggiori opportunità di accesso al mercato non solo a livello europeo, ma anche ad ogni industria nazionale. Si pensi che al momento dell’entrata in vigore dell’accordo, il Vietnam già renderà le importazioni di molti prodotti completamente esenti da dazi, compresi tutti i prodotti tessili, la maggior parte dei macchinari e degli elettrodomestici, circa la metà delle esportazioni farmaceutiche dell’UE e circa il 70% delle esportazioni di prodotti chimici, mentre i dazi sull’indotto del mercato automobilistico, sulle automobili e motocicli, prodotti lattiero-caseari, vini ed alcoolici verranno via via revocati in un periodo di circa dieci anni.
Eppure, come ho detto, sarebbe inutile e dannoso non muoversi tempestivamente. Occorre essere presenti sul mercato vietnamita e farlo nel più breve tempo possibile. Credo, tuttavia, che le aziende italiane debbano essere spronate. C’è ancora bisogno di un grande lavoro di divulgazione di conoscenze, per far meglio conoscere agli operatori italiani, oggi vessati da una stagnazione economica senza precedenti, le occasioni e i vantaggi che possono derivare da questo accordo.
La Camera di Commercio Italia Vietnam e i suoi partner, come API Piemonte (Associazione Piccoli e Medi Imprenditori) è impegnata in questo compito, col supporto del Consolato di Torino, attraverso momenti formativi/informativi, workshop e seminari di networking rivolti agli imprenditori italiani. Abbiamo già pubblicato una Guida Economica ad hoc, oggi in corso di aggiornamento, e nel 2019 ci proponiamo di organizzare specifici momenti di networking proprio sui temi-chiave del Partenariato Strategico Europa-Vietnam che, vorrei ricordare, investendo in ambiti come la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile, va ben oltre le questioni commerciali e la cooperazione allo sviluppo.

Fonte: Scenari Internazionali